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domenica 3 agosto 2008

Alleanza delle facoltà umanistiche

Grazie all'iniziativa di un'associazione studentesca della facoltà di Scienze della comunicazione (sdc-officina) siamo in grado di ascoltare alcuni interventi del consiglio di facoltà. Un'opportunita unica che ci ha consentito di conoscere la felice conclusione della querelle "antropologica" (una conclusione di cui avevamo notizia da un commento di un nostro lettore). Grazie a queste registrazioni siamo venuti a conoscenza dell'opinione di Mario Morcellini sulle elezioni del rettore. Il preside, nel suo intervento, annuncia che la facoltà non ha proposto un "candidato di ateneo" e che è promotore di un'alleanza delle facoltà umanistiche in grado di raccogliere molti voti da far pesare nelle elezioni. Storicamente le facoltà "non tecniche" sono sempre cenerentole di fronte alle potenti - e economicamente attrezzate - facoltà di medicina, ingegneria, architettura e scienze. Questa condizione di minorità è un dato anche di questa campagna elettorale, guardate le facoltà di provenienza dei candidati e il poco spazio riservato nei programmi ai temi propri delle scienze umanistiche; quindi evviva l'alleanza elettorale! Rimane una perplessità: vista la "polverizzazione" delle candidature (il termine è di Morcellini) come è possibile orientare il voto in modo certo e "contrattualmente" vincente? Da sempre il modo di "contare" è quello di "contarsi" tenendo unita la truppa, e oggi ancora di più. Possibile che non si trovi un candidato che si faccia promotore e campione di questa alleanza?

mercoledì 23 luglio 2008

L'elettorato (attivo) ci salverà?

Ha ragione il prof. Morcellini dichiarando ad un giornale di non vedere discontinuità con la vecchia accademia?

Perso il mordente del duello Frati-Martinelli (ed è una fortuna per i duellanti, perché c'è sempre il terzo che gode) i commenti si fermano al conteggio degli elettori assegnati a ciascun candidato.

L'unico brivido elettorale sembra affidato a questa specie di sindrome Putin: Frati vincerà se invece di eleggere un suo amico alla presidenza di medicina lascerà libera la poltrona ad altri (?).

Ragionamento bislacco. Magari è il nostro ingenuo punto di osservazione che non riesce a cogliere le sottili sfumature politiche dietro questa "polemica".

Noi ci affidiamo pervicacemente ad altro. Oltre i corporativismi ingessati e i calcoli personali di sederi in cerca di poltrona, pensiamo a quell'elettorato di docenti, studenti e personale tecnico amministrativo che giudicano e votano secondo opinione e secondo programmi. Quella maggioranza reale che alla fine onora e celebra ogni atto di democrazia.