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lunedì 29 settembre 2008

Eppure il vento soffia ancora

Pare che il vento non sia un mero stormir di fronda. Continua a soffiare per il cambiamento di mentalità e di modo di intendere la partecipazione alla cosa pubblica.
Avallone e Marietti hanno scritto le rispettive dichiarazioni di rinuncia con la (per niente) scontata consapevolezza che non si è depositari di pacchetti di voto ma solo di idee e di proposte. Avallone può, a buon diritto, rivendicare di aver proposto nuove idee e nuove modalità di comunicazione e di confronto con elettori e candidati. Aggiungiamo noi: dopo di lui è stato tutto un fiorir di programmi dei 100 giorni, ruolo politico dell'università e del Rettore, attenzione sensibile alle questioni del lavoro universitario, tutti temi cari al professore e ripresi da tutti gli altri. E Marietti, a tutto questo, ha aggiunto anche lo stile brillante proprio del docente che vede con lievità tutto il mondo esterno avendone studiato parecchio i suoi meccanismi interni.
Orlandi e Campanella, magari con un linguaggio più accademico (e per noi più oscuro), ritirano la propria candidatura per proseguire il percorso per l’elezione del Rettore, al di fuori della competizione elettorale e scrivono di visione illuminata che serve per governare la complessità della sfida che ci attende.
In corsa quindi rimangono - se capiamo bene - Frati, Zuliani e Vestroni, quest'ultimo con l'obiettivo - del tutto condivisibile - di lasciare ancora spazio e tempo a ulteriori riflessioni che coinvolgano anche coloro che hanno nel frattempo ritirato la loro candidatura.

Update: [30.09.2008] Nei monitor delle cabine elettorali appaiono ancora i nomi di Orlandi e di Campanella

giovedì 18 settembre 2008

L'alba di un mondo nuovo

Accantoniamo - per un momento - la verve polemica di Asor Rosa. Dal punto di vista della politica accademica, il ragionamento del professore non fa una grinza (d'altra parte ci saremmo stupiti del contrario). Da una parte ci sono i candidati che rappresentano la continuità con la precedente gestione (Avallone, Marietti e sopratutto Frati) e poi ci sono gli altri: Campanella, Martinelli, Orlandi, Vestroni e Zuliani. La fredda logica elettorale dice che chi prende più voti vince. Per battere Frati occorre contrapporre un'asse altrettanto formidabile del suo: Scienze e Ingegneria. Tradotto in "numeri": i voti del Presidente dell'AST (Guido Martinelli) e quelli del Preside di Ingegneria (Fabrizio Vestroni). Intorno a quest'asse è possibile costruire il consenso delle altre facoltà e degli altri candidati esclusi dal patto.
Cosa non funziona in questo ragionamento? L'impressione che questo elettorato esprima un'articolazione più ricca e più politica di quanto lo scaltro accademico intuisca e denunci.
Il giudizio sulla precedente gestione Guarini non è così netto. Giudizi positivi e negativi sono equamente distribuiti sia tra chi ne faceva parte, sia tra chi ne è stato - magari brutalmente - escluso. Ascoltate e leggete le risposte dei candidati a questo proposito (credeteci i docenti non sono usi praticare la cortesia istituzionale quando si tratta di giudicare i loro colleghi).
Le istanze dei vari candidati e l'astensione attiva di molte facoltà dimostrano che le promesse e gli scambi elettorali sono molto più fluidi e da definire.
Poi magari gli scrutini brutalizzeranno/semplificheranno tutte le opzioni - ma, per adesso è così, ed è - per la Sapienza - un bene.
Update:
Leggiamo dal Manifesto che nei test per le professioni sanitarie veniva citato un articolo del prof. Asor Rosa. Naturalmente questo articolo e la replica di Frati, non c'entrano nulla con l'intervista di Repubblica di ieri. Credo.

mercoledì 17 settembre 2008

Era così semplice!

Dunque, Frati vorrebbe fare il colpaccio e ottenere il quorum al primo scrutinio ma non ha fatto i conti (con di Repubblica).
Nell'articolo pubblicato oggi, con grande precisione e piglio assertivo - che un po' scema man mano che si legge l'articolo, ci informano che:
a Medicina centinaia di persone (!) hanno dichiarato di non votare il preside Frati (meglio, hanno professato il loro dissenso). Altri votanti (decine? centinaia?) - nel segreto dell'urna - non lo voteranno.
A Scienze il voto si divide tra Martinelli e Campanella (che tanto si accorda con chi è in pole position) e Avallone che prende i voti anche di Psicologia 1 e Psicologia 2, ma - non si esclude - che anche piccoli gruppi di Ingegneria siano orientati per Frati, Avallone e Zuliani. Quindi, tolto questo "piccolo gruppo" di ingegneri, il resto voterà i colleghi della facoltà: Marietti, Orlandi e (la maggior parte) il preside Vestroni.
Il resto (Architettura, Giurisprudenza, Sociologia, Scienze della comunicazione e le facoltà di area umanistica votano Zuliani (presumibilmente afferma Repubblica), ma decideranno dopo il primo scrutinio. Zuliani conterebbe sulla presuntiva adesione di queste facoltà ed è forte a Statistica ed Economia (anche se le misure sono assolutamente difficile (sic!) da quantificare ammette il giornalista).
Non è finita. Ci sono i voti trasversali, cioè quelli che votano per libero convincimento e per aver letto semplicemente i programmi: se così fosse, tutto questo conteggiare "per facoltà" sarebbe inutile. Come leggere questo articolo.

martedì 16 settembre 2008

Bene comune

La CISL Università organizza un convegno per discutere del rapporto tra istituzione universitaria e bene comune.
Tra gli altri invitati il Prorettore Lugi Frati. A una settimana dal voto.
La notizia sul sito della Sapienza e sul sito della Cisl.

Il personale tecnico amministrativo del dipartimento di Ingegneria strutturale e geotecnica dove il prof. Vestroni è stato direttore, pubblica - sul sito "elettorale" del professore - un panegirico.

Il "Coordinamento dei Ricercatori della Sapienza" (non abbiamo trovato il sito web - per favore segnalatecelo) scrive una lettera (non abbiamo trovato il contenuto) ai candidati e Avallone, Orlandi e Martinelli/Zuliani rispondono.

Orlandi risponde ad una "lettera di sostenitori di Frati" Cito: che purtroppo si sostanzia soltanto in un attacco alla mia persona, fondato su una vetusta leggenda ...

venerdì 5 settembre 2008

Sindacati e candidati

Ieri ci siamo andati giù duro con i sindacati della Sapienza che hanno scelto - per ora - il silenzio riguardo le proposte e le sollecitazioni emerse nella campagna elettorale.
Cosa deve fare un sindacato quando sono in gioco il futuro delle imprese e dei lavoratori è un tema attualissimo (vedi la vicenda dell'Alitalia), e ognuno di noi può avere le sue legittime idee. Quello proprio che non si deve fare è scegliere di non scegliere, di abbandonare i propri iscritti (e il personale in generale) soli nel cercare di decriptare i segnali e le proposte dei candidati. Tra l'altro - a quest'ultimi - va riconosciuta una certa sensibilità e attenzione al tema della contrattazione. Se proprio non si ha il "manico" nel dire la propria, si abbia almeno la cortesia di rispondere quando il candidato chiama in causa direttamente il sindacato.
A questo proposito citiamo i passaggi di quei programmi elettorali che citano chiaramente le rappresentanze sindacali.

Avallone - ad esempio - propone la ristrutturazione dell'Amministrazione centrale (in 3 mesi) e il potenziamento degli atenei federati (6 mesi). Per attuare gli ambiziosi progetti inserisce anche le necessarie consultazioni sindacali. Secondo Avallone all'Amministrazione ristrutturata e snellita spetterebbero i rapporti con il sindacato e la contrattazione decentrata.

Campanella, nel capitolo dedicato significativamente al Ricambio generazionale, attenzione ai giovani ed alle fasce più deboli propone (senze entrare nei dettagli) il potenziamento della contrattazione.

Frati ricorda che lo Statuto dell’Università stabilisce l’unicità di contrattazione decentrata a livello di Università [non di Ateneo federato…], e prosegue: la valorizzazione non può dipendere solo dalla valutazione personale-monocratica del dirigente di settore, ma essere inquadrata all’interno di criteri obiettivi predefiniti per tutta l’Università. Il professore asserisce che
In quest’ultimo triennio si è data applicazione a tutti gli obiettivi-accordi di contrattazione decentrata ed all’assegnazione di personale ai vari centri organizzativi-di spesa. L’identificazione di specifici indicatori di risultato, concordati con le organizzazioni sindacali, ha inserito l’azione amministrativa nella politica generale di “oggettività” di valutazione.
Orlandi sembra di parere contrario quando scrive di ritenere assolutamente indispensabile:
imprimere una svolta nelle relazioni sindacali al fine di attuare un sistema di rapporti improntato stabilmente alla logica del confronto, a partire dalla piena applicazione degli accordi stipulati in sede di contrattazione collettiva. Ciò significa la scelta prioritaria e irrinunciabile di effettuare nei tempi previsti l’apertura dei tavoli di confronto e di contrattazione, lo svolgimento delle trattative e la stipula degli accordi, superando i comportamenti di rinvio o di dilazione che hanno caratterizzato l’esperienza passata.
e, in generale, chiede di
Sviluppare iniziative dirette al coinvolgimento del personale tecnico-amministrativo, a partire dai necessari interventi di formazione e dal confronto con le organizzazioni sindacali, nella piena valorizzazione delle sedi previste dalla contrattazione collettiva.
Vestroni chiede un continuo confronto con le con le rappresentanze del personale e chiede attenzione al mantenimento e miglioramento degli attuali livelli stipendiali legati al salario accessorio.

Fonti

Programmi elettorali pubblicati sul sito della Sapienza

Update:

La UIL PA-UR vota Frati (16 settembre 2008)

giovedì 4 settembre 2008

Classifiche: Vestroni fa un po' di chiarezza

Segnalo questo articolo di Vestroni sul Forum. Il professore si incarica di fare un po' di chiarezza sulla tormentata questione delle classifiche nazionali e internazionali. Se ne sentiva il bisogno: la questione delle graduatorie stava diventando una sorta di idola tribus sganciato dal metodo scientifico che dovrebbe contraddistinguere l'approccio ai problemi e dal merito politico da adottare per modificare i dati negativi emersi nell'istituzione universitaria. Buona lettura.

mercoledì 3 settembre 2008

Atenei federati

Nessuna reazione visibile alla lettera dei tre atenei federati. La cosa non ci sorprende. Come i commensali che si attardano a fare i brindisi mentre gli altri ospiti lasciano il banchetto per raggiungere la sala dove si fuma, così gli estensori del documento sono intervenuti in ritardo rispetto al livello raggiunto dal dibattito. Perché i candidati, sugli atenei federati, molto hanno detto e scritto.
Una voce critica sull'andamento della costituzione degli Atenei federati è quella di Campanella che chiede:
(...) ritocchi in corso d’opera, al fine di rimediare alcuni errori nella fase di costruzione, ed una verifica a tempo. Il risultato di quest’ultima potrebbe anche essere tale da dover rinunciare all’intera operazione.
mentre all'estremo, la posizione di La Sapienza che vorremmo (Martinelli - Zuliani)
non dovrebbero essere precluse alternative all’attuale disegno istituzionale, fino a quella dell’effettivo distacco degli atenei federati, istituiti in numero limitato e sulla base di un fondato progetto culturale, i quali potrebbero rimanere in rete e mantenere la comune intitolazione di Sapienza, opportunamente qualificata;
Sapienza Innova (Frati) polemizza direttamente con queste ipotesi estreme, richiamando il modello parigino contro il modello UC (Università della California) :
L’accenno da parte di taluno [lasapienzachevogliamo] (sic!) a possibili secessioni di Ateneo federato non è condivisibile (porta al frazionamento del tipo parigino, con nessuna di quelle università in buona classifica internazionale) e può nascondere l’incapacità di darsi regole concrete per l’attuazione degli Atenei federati, regole che hanno trovato l’ostacolo della mancata chiarezza sulla governance (regole, indicatori, valutazione, etc.)
Chi ha già in mente un percorso di lavoro (e pure i tempi - 6 mesi dall'insediamento del futuro rettore) è Avallone:
presentazione, da parte del governo della Sapienza, di un progetto di organizzazione degli Atenei federati da costruire insieme con gli Atenei;
dibattito pubblico e presentazione di modifiche e integrazioni;
consultazione sindacale;
definizione del progetto da sottoporre all’approvazione degli organi collegiali.
Vestroni ha le idee chiare di quello che deve rimanere al centro: Grandi Attrezzature, le Ricerche Interdisciplinari, le Eccellenze, l’Area Informatica, il Sistema Bibliotecario, i Grandi Appalti, l’Edilizia, l’Internazionalizzazione, il Patrimonio Museale. Un clima competitivo tra gli Atenei non lo preoccupa, anzi se esso sarà ispirato comunque ad un rapporto di collaborazione e di solidarietà, garantito proprio dagli indirizzi condivisi della Sapienza, avrà il senso di un reciproco stimolo.
Marietti ritiene che siano gli Atenei federati i primi destinatari delle poste di bilancio. Essi completeranno l'attribuzione ai diversi centri di spesa in loro autonomia. Marietti distingue tra autonomia e sovranità e rimanda l'individuazione delle prerogative che debbono rimanere al centro e quelle che devono essere delegate.
Orlandi, a cui va riconosciuto il merito di essersi occupato della materia fin dagli albori, giudica indilazionabile completare il processo di decongestionamento, che a tutt'oggi - scrive - stenta a decollare. Orlandi ritiene necessario riaccendere gli entusiasmi, ormai delusi dai troppi indugi e dall'inattività che si stanno subendo.
***
Naturalmente queste note sono solo dei frammenti di idee e di opinioni. Le posizioni sono molto articolate e dettagliate. A questo proposito vi invitiamo ad approfondire le questioni leggendo i programmi elettorali pubblicati sul sito della Sapienza (in PDF) oppure nel nostro spazio dedicato ai programmi in formato HTML.

venerdì 8 agosto 2008

Vestroni rispetta il suo impegno: ecco il programma

Il Prof. Vestroni, candidato a Magnifico Rettore, aveva annunciato la pubblicazione del programma elettorale prima della pausa estiva. Ed eccolo qui: scaricabile dalla pagina dedicata ai programmi a cura dell'Ufficio Elettorale e nella nostra versione in html.
Se c'è un vantaggio ad avere ingegneri tra i candidati è che scrivono con grande chiarezza. Ed è un piacere leggerli.
C'è anche una risposta (indiretta e probabilmente non voluta) al Ministro Gelmini (v.Sole 24ore del 13 luglio 2008) che riportiamo:
Considerare visioni alternative il modello humboldtiano che sarebbe della vecchia Europa e il modello americano è una incolta semplificazione
Che è - come si dice - tutto un programma.

sabato 19 luglio 2008

Poi i prof sparigliarono tutto

Perché il racconto era lì bell'e pronto e neanche troppo banale. Destra contro Sinistra. Medicina contro Fisica. L'Alfiere (nero) del Potere contro l'Alfiere (bianco) della Laicità.
Il Messaggero attribuisce al prof. Martinelli una firma alla lettera dei contrari all'invito del rettore al Papa, tanta l'ansia di costruire l'epica.
Poi i giovani di Alleanza Nazionale prendono le distanze dal prof. Frati. Il prof. Martinelli costituisce un ticket con il prof. Zuliani, il prof. Orlandi propone la sua candidatura ricordandoci che la scorsa volta, per un soffio, non vinse il confronto con il prof. Guarini.
Poi c'è il prof. Avallone, definito da alcuni l'outsider, che si aggiudica anche l'endoserment dell'ex direttore amministrativo Jolanda Semplici, che nelle complesse geometrie accademiche qualcosa vorrà pur dire.
Poi ci sono i comprimari - che tanto comprimari non sono - (prof. Marietti, prof. Vestroni, prof. Campanella) decisi a contare e a contarsi.
Insomma il confronto si fa meno intellegibile per noi comuni mortali ma sicuramente più articolato.
Poi vedremo come andrà a finire.

martedì 8 luglio 2008

Un direttore d'orchestra che ascolta

Il prof. Fabrizio Vestroni teme che i tempi per costruire un programma per la Sapienza siano troppo lunghi e l'attesa potrebbe essere interpretata come incertezza. Per questo motivo ha deciso di rompere gli indugi; scrive una lettera agli studenti, ai colleghi docenti e al personale annunciando la sua candidatura a Magnifico Rettore. Nel suo ragionamento ci pare di cogliere un'intuizione felice: il dibattito sui problemi e le soluzioni da dare al governo della Sapienza hanno bisogno di prendere corpo con volti e nomi riconoscibili e dialoganti.
[I dibattiti] consentiranno ai candidati di definire i programmi e interpretare meglio le aspettative di colleghi, personale e studenti.
Ci sembra una buona motivazione per spiegare la quantità di candidati che sta raggiungendo numeri da nazionale di calcio.
Il professore affida alla metafora del direttore d'orchestra l'intento collegiale del suo futuro operato.
Per adesso preferisce ascoltare per avere
la percezione del consenso sulla mia candidatura, sulla mia capacità di interpretare e rappresentare con efficacia le molte aspettative delle diverse aree della Sapienza.

lunedì 7 luglio 2008

Ai nastri di partenza

Tra assemblee autoconvocate, dichiarazioni, lettere e siti sparsi per il web, programmi elettorali diligentemente consegnati all'ufficio competente il numero di candidati - al momento - sono 8.

Francesco Avallone, Luigi Campanella, Luigi Frati, Piero Marietti, Guido Martinelli, Gianni Orlandi, Fabrizio Vestroni, Alberto Zuliani.

I promotori dell'assemblea del 9 luglio ("Quale futuro per gli atenei?") si pregiano di aggiungere: ed eventuali ulteriori candidati.

giovedì 12 giugno 2008

Il Messaggero dei candidati

Il Messaggero pubblica un articolo a firma di Anna Maria Sersale sulla campagna elettorale alla Sapienza. L'articolo presenta i due principali antagonisti della contesa: Luigi Frati e Guido Martinelli. Come è noto i giornali hanno bisogno di appiccicare le categorie della politica ai candidati. Scopriamo che Frati guida i moderati e Martinelli il "fronte dei progressisti". Non sappiamo se queste etichette piacciano o meno ai candidati sappiamo però, per esperienza, che spesso queste semplificazioni vanno in tilt. Ricordiamoci il caso della precedente tornata elettorale: Orlandi e Guarini (candidati "di sinistra") si fronteggiarono aspramente, Frati (professore "di destra") sostenne quest'ultimo. Il Riformista dovette ricorrere all'improbabile categoria del milazzismo per tentare di spiegarsi quello che stava succedendo. Senza andare troppo indietro nel tempo ci domandiamo: come "decrittare" politicamente le recenti polemiche con il sindaco Alemanno?

***
L'articolo dedica grande spazio al raggruppamento de La Sapienza che vorremmo.
A questo proposito - un po' perfidamente - ci domandiamo:
se l'operazione delle primarie serviva a "dare alla Sapienza una modalità più trasparente e democratica" non sarebbe stato più logico sostenere il più votato (Martinelli) e convergere su di lui tutto il consenso accumulato dal raggruppamento?
E invece l'articolo tiene a precisare che i "papabili" del gruppo sono anche i professori Alberto Zuliani (Statistica), Paolo Lampariello (Ingegneria) e infine, quarto classificato, Attilio Celant.
Altra domandina: perchè "congelare" le alleanze tra candidati, dov'è la pratica anti-burocratica? Piacciano o meno, il dibattito, gli accordi, gli spostamenti di voto durante gli scrutini sono il sale (democratico) delle competizioni accademiche.
In conclusione l'articolo ricorda le altre candidature: Luigi Campanella (preside di Scienze), Piero Marietti e Fabrizio Vestroni (Ingegneria).
Documento:
Messaggero "Una poltrona per due"
Update:
dal verbale dell'assemblea del 10 giugno 2008 degli aderenti al manifesto La Sapienza che vorremmo: riorientarsi alla qualità e all’eccellenza :
[L'Assemblea] ha invitato i professori Guido Martinelli e Alberto Zuliani a presentarsi alla prima votazione ufficiale prevista per i giorni 23-26 settembre 2008; essi hanno ringraziato i colleghi ed accettato l’invito.