mercoledì 24 settembre 2008
Cherchez la femme
Ma ammettiamo la nostra ignoranza e la nostra confusione.
venerdì 19 settembre 2008
Il Magnifico Rettore
Oggi si parla comunemente di orgoglio e collegialità nelle decisioni, molti hanno ri/trovato la forza per reagire alla curiosa conventio mediatica tesa ad attaccare la più grande università italiana.
Il merito di tutto questo - per molta parte - è del professor Guarini.
Ricordo una delle prime apparizioni pubbliche, una manifestazione a favore della comunità felina della Sapienza. Ammetto di essere rimasto un po' perplesso, poi capii. Un rettore deve essere vicino, nello stesso tempo, ai docenti e studenti gattari e al superpotente barone portatore di finanziamenti, di voti e di prestigio.
Indomito nel perseguire il senso di comunità e identità della Sapienza non è indietreggiato di un millimetro neanche di fronte ad accuse che avrebbero fatto tremare un Mahatma.
Poi c'è l'invito al Papa, sul quale abbiamo già scritto. Si disse che fu un errore di comunicazione, un errore politico, un'ingenuità. Forse. Non possiamo però non ricordare che tra i nostri laureati vantiamo già un Papa dell'era moderna (Giovanni Paolo II) e che quando nel 2000 si celebrò il più grande e solenne evento della cristianità in una università pubblica nessun appello, nessuna voce - neanche sussurata - si alzò per affermare la laicità del sapere.
Non siamo neanche lontanamente in grado di giudicare l'operato del professore, pensiamo solo che la storia si incaricherà di dimostrare che Renato Guarini è stato un grande Rettore.
venerdì 1 agosto 2008
Campagna elettorale - Atto I
Questo scorcio di campagna elettorale sarà ricordata come il tentativo (a volte riuscito, a volte no) di innovare gli strumenti di comunicazione dei candidati. Insieme alle mail (strumento principe della propaganda elettorale) si sperimentano altre forme di comunicazione: primarie telematiche, siti, blog, sondaggi on-line, forum istituzionale (prima chiuso al mondo e poi aperto). Ma l'innovazione vera è nelle modalità del voto: sarà elettronico! Niente scrutatori, rappresentanti di lista e matite copiative.
Le primarie sono invenzione del raggruppamento La Sapienza che vorremmo. Partiti a razzo sono stati protagonisti della prima parte della campagna elettorale, poi, assolti i doveri pre-elettorali e individuato il ticket Martinelli-Zuliani si sono un po' spenti. Stimola l'attenzione di molti la candidatura di Avallone, forse per la mitezza, la competenza e per quel po' di paternalismo, una caratteristica che raccoglie sempre grande successo di questi tempi oscuri e incerti.
Grande vivacità di tutti i candidati. In totale sono ben otto, tutti maschi e anzianotti.
I giornali sono (per ora) i grandi assenti. L'aggressione fascista e il sempreverde schiaffo della Sapienza al Papa anche in combinato disposto, non hanno dato l'esito sperato. L'assenza del duello (Frati vs Martinelli) ha frustrato definitivamente la possibilità di raccontare una grande storia. Per questo (per adesso) i giornali hanno ripiegato sui conti della serva.
Il primo novembre, ironia della cronaca, chiunque sarà rettore si troverà a dover gestire la più clamorosa protesta del mondo universitario contro i provvedimenti di un governo. Si intrecciano posizioni politiche dei partiti (e dell'opposizione) e assunzioni di responsabilità politiche dei candidati prima della sperabile vittoria.
- Campagna elettorale - Atto II (3 agosto - 29 settembre 2008)
sabato 19 luglio 2008
Poi i prof sparigliarono tutto
Il Messaggero attribuisce al prof. Martinelli una firma alla lettera dei contrari all'invito del rettore al Papa, tanta l'ansia di costruire l'epica.
Poi i giovani di Alleanza Nazionale prendono le distanze dal prof. Frati. Il prof. Martinelli costituisce un ticket con il prof. Zuliani, il prof. Orlandi propone la sua candidatura ricordandoci che la scorsa volta, per un soffio, non vinse il confronto con il prof. Guarini.
Poi c'è il prof. Avallone, definito da alcuni l'outsider, che si aggiudica anche l'endoserment dell'ex direttore amministrativo Jolanda Semplici, che nelle complesse geometrie accademiche qualcosa vorrà pur dire.
Poi ci sono i comprimari - che tanto comprimari non sono - (prof. Marietti, prof. Vestroni, prof. Campanella) decisi a contare e a contarsi.
Insomma il confronto si fa meno intellegibile per noi comuni mortali ma sicuramente più articolato.
Poi vedremo come andrà a finire.
venerdì 11 luglio 2008
Marchingegno
Alla redazione di Italia Oggi potrebbe essere in funzione una sorta di marchingegno cibernetico. In ingresso si prendono fatti e personaggi dell'attualità e in uscita escono storie, notizie e commenti indiscreti (titolo della rubrica). Oggi per esempio si fa un bizzarro pout-porri tra il comizio di Piazza Navona e la nota vicenda della visita del papa alla Sapienza. Il confronto vorrebbe essere divertente (forse satirico) ma l'analogia - concedetelo - è un po' stiracchiata: Sabina Guzzanti come Rettore. Marco Travaglio e Curzio Maltese (invitati a presentare i loro libri alla manifestazione Estate alla Sapienza) testimoni di un'operazione anticlericale. Ora, è vero che i personaggi citati pontificano molto ma opporli al Santo Padre ci sembra un po' eccessivo.
Ieri il marchingegno ha rischiato di fare tilt (si nota anche dalla sintassi). Il casus è la Laurea honoris causa (scusate il bisticcio) al Premio Nobel Muhammad Yunus. Secondo il rubrichista, in molti si aspettavano che la laurea venisse conferita dalla facoltà di Economia e non da quella di Scienze politiche...vabbé. Ma la conseguenza è stupefacente:
E la voglia di alcuni di mettere i bastoni tra le ruote alla candidatura del preside di economia, Attilio Celant, non si contano più a Piazzale Aldo Moro, all'ombra della statua di Arturo Martini dedicata alla Minerva...
sabato 28 giugno 2008
Elettori e candidati: fate a meno dei partiti. (E forse è meglio)
A parte il merito delle proposte (sulle quali - ci pare - il prof. Biader - ci suggerisce di "farci i conti" e Orlandi di contrastare), Schirru evidenzia il silenzio del cosidetto governo ombra. Deduce - e non possiamo che essere d'accordo - che il Pd non si è accorto di nulla. Un'altra prova di quanto l'opposizione sia distante dal paese.
Viste le premesse ci domandiamo: quale contributo può dare il Partito democratico per la definizione di una politica per la Sapienza?
Non che le cose dall'altra parte siano messe meglio: ormai il Pdl (nella sua versione romana) sembra che abbia come unico scopo quello di riscattare il Papa dallo schiaffo (?) ricevuto alla Sapienza e di inseguire presunte libertà negate nell'ateneo.
Di fronte alla quantità di problemi delle università e della Sapienza suonano ridicole le formule di distinguo e di attribuzione in merito alle appartenenze partitiche dei candidati.
Ora, non è detto che questa distanza dei partiti dai problemi della Sapienza sia un male: a condizione che il corpo docente decida di invertire la deriva e imponga a questi politici e a questi partiti l'attenzione sull'università.
Possibile che non ne siano capaci o che non ne abbiano l'interesse?
sabato 31 maggio 2008
Ma il Rettore è una carica politica?
Alcuni studenti vengono aggrediti e questo scatena una polemica politica dove l'istituzione accademica viene giudicata, criticata e messa alla berlina da forze politiche, giornali e opinione pubblica. Qualche commentatore prepara una marmellata di eventi e 'incidenti' diversi: si impedisce di parlare - nell'ordine - al Papa, ad un'organizzazione neofascista e persino al presidente iraniano e questo dimostrerebbe in modo inequivocabile l'intolleranza culturale, politica e religiosa della Sapienza. Siamo all'assurdo.
La verità è che la Sapienza è al centro delle tensioni politiche e culturali di questo paese. Questa centralità è sintomo di vivacità e di vitalità di una istituzione. Altro che classifiche cinesi!
Ma torniamo al punto. Chi è chiamato a dirigere questa splendida e complessa 'macchina del sapere e della conoscenza' deve avere l'attitudine a governare questi conflitti, rappresentare l'istituzione e amministrare e gestire l'università. Un figura complessa che può essere individuata solo attraverso un meccanismo democratico di consenso come le elezioni. E' su questo punto che scatta il paradosso: una struttura 'piramidale' che prova a 'rappresentarsi' in modo orizzontale. Leggete i proclami e le captatio benevolentiae dei candidati rivolti alle altre figure dell'ateneo (ricercatori, studenti e personale amministrativo - insomma gli elettori) e il 'silenzio' accademico (magari saremmo smentiti nei prossimi giorni) sui fatti 'politici' di questi mesi.
In quale campagna elettorale un candidato, un raggruppamento politico rinuncerebbe a dire la propria opinione su fatti di cronaca di tale portata?
giovedì 22 maggio 2008
Il Papa e la Sapienza: ricomincia il tormentone?
Parliamo di rimozione in senso psicanalitico ma anche di rimozione in senso politico; alla fine - in fondo - ne siamo usciti tutti bene. Molti professori hanno potuto ribadire il senso laico del loro agire di scienziati e di intellettuali, gli studenti del movimento hanno potuto rivendicare spazi di agibilità politica (e lottare per essa) e gli altri, i favorevoli, hanno potuto rivendicare orgogliosamente la propria appartenenza e fedeltà alla Chiesa di Roma e alla propria concezione della libertà religiosa.