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lunedì 29 settembre 2008

Eppure il vento soffia ancora

Pare che il vento non sia un mero stormir di fronda. Continua a soffiare per il cambiamento di mentalità e di modo di intendere la partecipazione alla cosa pubblica.
Avallone e Marietti hanno scritto le rispettive dichiarazioni di rinuncia con la (per niente) scontata consapevolezza che non si è depositari di pacchetti di voto ma solo di idee e di proposte. Avallone può, a buon diritto, rivendicare di aver proposto nuove idee e nuove modalità di comunicazione e di confronto con elettori e candidati. Aggiungiamo noi: dopo di lui è stato tutto un fiorir di programmi dei 100 giorni, ruolo politico dell'università e del Rettore, attenzione sensibile alle questioni del lavoro universitario, tutti temi cari al professore e ripresi da tutti gli altri. E Marietti, a tutto questo, ha aggiunto anche lo stile brillante proprio del docente che vede con lievità tutto il mondo esterno avendone studiato parecchio i suoi meccanismi interni.
Orlandi e Campanella, magari con un linguaggio più accademico (e per noi più oscuro), ritirano la propria candidatura per proseguire il percorso per l’elezione del Rettore, al di fuori della competizione elettorale e scrivono di visione illuminata che serve per governare la complessità della sfida che ci attende.
In corsa quindi rimangono - se capiamo bene - Frati, Zuliani e Vestroni, quest'ultimo con l'obiettivo - del tutto condivisibile - di lasciare ancora spazio e tempo a ulteriori riflessioni che coinvolgano anche coloro che hanno nel frattempo ritirato la loro candidatura.

Update: [30.09.2008] Nei monitor delle cabine elettorali appaiono ancora i nomi di Orlandi e di Campanella

domenica 28 settembre 2008

Tutti in piedi

Guardando avanti...

sabato 27 settembre 2008

A questo punto

A questo punto i 7 professori dovrebbero ritirare le proprie candidature e - tutti insieme - rendere omaggio alla gioiosa macchina da guerra del professor Frati.
La compagine anti-Frati (una categoria piuttosto metafisica) potrebbe esprimersi cliccando 'codice 0' (scheda bianca).
Risultato deludente? E' stato eletto un preside di Medicina (sai che novita!).
Ma l'importanza di queste elezioni non è nei risultati ma nel cambio di format nella ricerca della rappresentanza e del governo di una università. Che a questo cambio di format abbiano contribuito statistici, medici, fisici, ingegneri, chimici e psicologi del lavoro e non comunicatori, sociologi, scienziati della politica, architetti, economisti, giuristi, umanisti e filosofi è una questione a cui non sappiamo dare una risposta.
Ad ogni modo, lasciamoli riflettere e - per ora - godiamoci questo grande momento di democrazia.

Update [27.09.09]: Un comunicato AGI, pubblicato su yahoo.it, riporta la decisione di Avallone di ritirare la propria candidatura senza dare indicazioni di voto mentre Marietti e Martinelli orienterebbero i loro voti su Zuliani che ha deciso di correre contro Frati.
[h 21:30]: Marietti si ritira e augura Buon Rettore a tutti

giovedì 18 settembre 2008

L'alba di un mondo nuovo

Accantoniamo - per un momento - la verve polemica di Asor Rosa. Dal punto di vista della politica accademica, il ragionamento del professore non fa una grinza (d'altra parte ci saremmo stupiti del contrario). Da una parte ci sono i candidati che rappresentano la continuità con la precedente gestione (Avallone, Marietti e sopratutto Frati) e poi ci sono gli altri: Campanella, Martinelli, Orlandi, Vestroni e Zuliani. La fredda logica elettorale dice che chi prende più voti vince. Per battere Frati occorre contrapporre un'asse altrettanto formidabile del suo: Scienze e Ingegneria. Tradotto in "numeri": i voti del Presidente dell'AST (Guido Martinelli) e quelli del Preside di Ingegneria (Fabrizio Vestroni). Intorno a quest'asse è possibile costruire il consenso delle altre facoltà e degli altri candidati esclusi dal patto.
Cosa non funziona in questo ragionamento? L'impressione che questo elettorato esprima un'articolazione più ricca e più politica di quanto lo scaltro accademico intuisca e denunci.
Il giudizio sulla precedente gestione Guarini non è così netto. Giudizi positivi e negativi sono equamente distribuiti sia tra chi ne faceva parte, sia tra chi ne è stato - magari brutalmente - escluso. Ascoltate e leggete le risposte dei candidati a questo proposito (credeteci i docenti non sono usi praticare la cortesia istituzionale quando si tratta di giudicare i loro colleghi).
Le istanze dei vari candidati e l'astensione attiva di molte facoltà dimostrano che le promesse e gli scambi elettorali sono molto più fluidi e da definire.
Poi magari gli scrutini brutalizzeranno/semplificheranno tutte le opzioni - ma, per adesso è così, ed è - per la Sapienza - un bene.
Update:
Leggiamo dal Manifesto che nei test per le professioni sanitarie veniva citato un articolo del prof. Asor Rosa. Naturalmente questo articolo e la replica di Frati, non c'entrano nulla con l'intervista di Repubblica di ieri. Credo.

mercoledì 17 settembre 2008

Era così semplice!

Dunque, Frati vorrebbe fare il colpaccio e ottenere il quorum al primo scrutinio ma non ha fatto i conti (con di Repubblica).
Nell'articolo pubblicato oggi, con grande precisione e piglio assertivo - che un po' scema man mano che si legge l'articolo, ci informano che:
a Medicina centinaia di persone (!) hanno dichiarato di non votare il preside Frati (meglio, hanno professato il loro dissenso). Altri votanti (decine? centinaia?) - nel segreto dell'urna - non lo voteranno.
A Scienze il voto si divide tra Martinelli e Campanella (che tanto si accorda con chi è in pole position) e Avallone che prende i voti anche di Psicologia 1 e Psicologia 2, ma - non si esclude - che anche piccoli gruppi di Ingegneria siano orientati per Frati, Avallone e Zuliani. Quindi, tolto questo "piccolo gruppo" di ingegneri, il resto voterà i colleghi della facoltà: Marietti, Orlandi e (la maggior parte) il preside Vestroni.
Il resto (Architettura, Giurisprudenza, Sociologia, Scienze della comunicazione e le facoltà di area umanistica votano Zuliani (presumibilmente afferma Repubblica), ma decideranno dopo il primo scrutinio. Zuliani conterebbe sulla presuntiva adesione di queste facoltà ed è forte a Statistica ed Economia (anche se le misure sono assolutamente difficile (sic!) da quantificare ammette il giornalista).
Non è finita. Ci sono i voti trasversali, cioè quelli che votano per libero convincimento e per aver letto semplicemente i programmi: se così fosse, tutto questo conteggiare "per facoltà" sarebbe inutile. Come leggere questo articolo.

martedì 16 settembre 2008

Bene comune

La CISL Università organizza un convegno per discutere del rapporto tra istituzione universitaria e bene comune.
Tra gli altri invitati il Prorettore Lugi Frati. A una settimana dal voto.
La notizia sul sito della Sapienza e sul sito della Cisl.

Il personale tecnico amministrativo del dipartimento di Ingegneria strutturale e geotecnica dove il prof. Vestroni è stato direttore, pubblica - sul sito "elettorale" del professore - un panegirico.

Il "Coordinamento dei Ricercatori della Sapienza" (non abbiamo trovato il sito web - per favore segnalatecelo) scrive una lettera (non abbiamo trovato il contenuto) ai candidati e Avallone, Orlandi e Martinelli/Zuliani rispondono.

Orlandi risponde ad una "lettera di sostenitori di Frati" Cito: che purtroppo si sostanzia soltanto in un attacco alla mia persona, fondato su una vetusta leggenda ...

lunedì 15 settembre 2008

Sapienza e la crisi della CRUI

Quando finalmente sapremo chi guiderà la Sapienza per i prossimi 4 anni conosceremo anche il nome di chi siederà negli scranni della Conferenza dei Rettori dell'Università Italiane (CRUI). La crisi dell'università, il suo futuro incerto, i segnali di delegittimazione (il termine è troppo "forte"?) dell'istituzione rappresentativa degli atenei italiani sottopone il Magnifico Rettore anche a questo ulteriore impegno. E il professore eletto avrà di fronte due scelte: rafforzare il ruolo istituzionale e di rappresentanza rilanciando una concreta capacità di influire sullo sviluppo del sistema universitario oppure abbandonare a se stessa questa istituzione attraversata dall'istinto del "si salvi chi può" e dall'idea che la diversità e l'autonomia delle varie realtà rendano impossibile parlare di "sistema delle università italiane".

Sarebbe quantomeno ingeneroso chiedere ai candidati di prendere posizione pure su questo. I candidati sono ormai costretti a prendere posizione praticamente su tutto: dalla ricerca bellica alla finanziaria, dai progetti edilizi a quelli informatici, dal reclutamento dei ricercatori alla nozione - nientemeno - del bene comune - potenza della democrazia!

Eppure qualche indicazione la possiamo cogliere, almeno da quei professori che si sono espressi direttamente o indirettamente. Ad esempio Frati che, nel lamentare lo scarso peso della qualità della ricerca scientifica negli indicatori per la definizione dei finanziamenti (qui il capitoletto completo) richiama
un’azione decisa in ambito Conferenza dei Rettori.
Maggior peso della Sapienza nelle decisioni della CRUI è la posizione di Orlandi. Nell'intervista a uniroma.tv (qui il video completo) il professore descrive una situazione in cui il Rettore assume un ruolo di "rappresentanza politica", un potere "presidenziale" in grado di giocare un ruolo politico anche nei confronti della CRUI "dove la Sapienza è stata sempre assente".
Avallone intervistato (qui il video completo), dichiara che di fronte al quadro politico mutato, il disagio e la mancanza di risorse rendano impossibile affidare alla sola mediazione della CRUI la "voce della Sapienza".
Crediamo che queste posizioni rappresentino - abbastanza fedelmente - lo spettro delle opinioni dei docenti della Sapienza su questo argomento; il futuro della CRUI e il suo ruolo nel paese sarà determinato anche da quel docente che indosserà l'ermellino insieme ai suoi pari. Tra pochi giorni.

lunedì 8 settembre 2008

Mandami una cartolina


Segnaliamo questa iniziativa di Avallone: un esperimento di ascolto e confronto con le persone che lavorano e studiano alla Sapienza e per sfidare quella mentalità che vede nelle elezioni del Rettore un fatto soltanto politico, autoreferenziale e distante dalle persone.
I dettagli dell'iniziativa sul sito di Avallone.
Update: Il professore, se eletto, si impegna a chiamare gli autori per approfondire i suggerimenti proposti.

venerdì 5 settembre 2008

Sindacati e candidati

Ieri ci siamo andati giù duro con i sindacati della Sapienza che hanno scelto - per ora - il silenzio riguardo le proposte e le sollecitazioni emerse nella campagna elettorale.
Cosa deve fare un sindacato quando sono in gioco il futuro delle imprese e dei lavoratori è un tema attualissimo (vedi la vicenda dell'Alitalia), e ognuno di noi può avere le sue legittime idee. Quello proprio che non si deve fare è scegliere di non scegliere, di abbandonare i propri iscritti (e il personale in generale) soli nel cercare di decriptare i segnali e le proposte dei candidati. Tra l'altro - a quest'ultimi - va riconosciuta una certa sensibilità e attenzione al tema della contrattazione. Se proprio non si ha il "manico" nel dire la propria, si abbia almeno la cortesia di rispondere quando il candidato chiama in causa direttamente il sindacato.
A questo proposito citiamo i passaggi di quei programmi elettorali che citano chiaramente le rappresentanze sindacali.

Avallone - ad esempio - propone la ristrutturazione dell'Amministrazione centrale (in 3 mesi) e il potenziamento degli atenei federati (6 mesi). Per attuare gli ambiziosi progetti inserisce anche le necessarie consultazioni sindacali. Secondo Avallone all'Amministrazione ristrutturata e snellita spetterebbero i rapporti con il sindacato e la contrattazione decentrata.

Campanella, nel capitolo dedicato significativamente al Ricambio generazionale, attenzione ai giovani ed alle fasce più deboli propone (senze entrare nei dettagli) il potenziamento della contrattazione.

Frati ricorda che lo Statuto dell’Università stabilisce l’unicità di contrattazione decentrata a livello di Università [non di Ateneo federato…], e prosegue: la valorizzazione non può dipendere solo dalla valutazione personale-monocratica del dirigente di settore, ma essere inquadrata all’interno di criteri obiettivi predefiniti per tutta l’Università. Il professore asserisce che
In quest’ultimo triennio si è data applicazione a tutti gli obiettivi-accordi di contrattazione decentrata ed all’assegnazione di personale ai vari centri organizzativi-di spesa. L’identificazione di specifici indicatori di risultato, concordati con le organizzazioni sindacali, ha inserito l’azione amministrativa nella politica generale di “oggettività” di valutazione.
Orlandi sembra di parere contrario quando scrive di ritenere assolutamente indispensabile:
imprimere una svolta nelle relazioni sindacali al fine di attuare un sistema di rapporti improntato stabilmente alla logica del confronto, a partire dalla piena applicazione degli accordi stipulati in sede di contrattazione collettiva. Ciò significa la scelta prioritaria e irrinunciabile di effettuare nei tempi previsti l’apertura dei tavoli di confronto e di contrattazione, lo svolgimento delle trattative e la stipula degli accordi, superando i comportamenti di rinvio o di dilazione che hanno caratterizzato l’esperienza passata.
e, in generale, chiede di
Sviluppare iniziative dirette al coinvolgimento del personale tecnico-amministrativo, a partire dai necessari interventi di formazione e dal confronto con le organizzazioni sindacali, nella piena valorizzazione delle sedi previste dalla contrattazione collettiva.
Vestroni chiede un continuo confronto con le con le rappresentanze del personale e chiede attenzione al mantenimento e miglioramento degli attuali livelli stipendiali legati al salario accessorio.

Fonti

Programmi elettorali pubblicati sul sito della Sapienza

Update:

La UIL PA-UR vota Frati (16 settembre 2008)

mercoledì 3 settembre 2008

Atenei federati

Nessuna reazione visibile alla lettera dei tre atenei federati. La cosa non ci sorprende. Come i commensali che si attardano a fare i brindisi mentre gli altri ospiti lasciano il banchetto per raggiungere la sala dove si fuma, così gli estensori del documento sono intervenuti in ritardo rispetto al livello raggiunto dal dibattito. Perché i candidati, sugli atenei federati, molto hanno detto e scritto.
Una voce critica sull'andamento della costituzione degli Atenei federati è quella di Campanella che chiede:
(...) ritocchi in corso d’opera, al fine di rimediare alcuni errori nella fase di costruzione, ed una verifica a tempo. Il risultato di quest’ultima potrebbe anche essere tale da dover rinunciare all’intera operazione.
mentre all'estremo, la posizione di La Sapienza che vorremmo (Martinelli - Zuliani)
non dovrebbero essere precluse alternative all’attuale disegno istituzionale, fino a quella dell’effettivo distacco degli atenei federati, istituiti in numero limitato e sulla base di un fondato progetto culturale, i quali potrebbero rimanere in rete e mantenere la comune intitolazione di Sapienza, opportunamente qualificata;
Sapienza Innova (Frati) polemizza direttamente con queste ipotesi estreme, richiamando il modello parigino contro il modello UC (Università della California) :
L’accenno da parte di taluno [lasapienzachevogliamo] (sic!) a possibili secessioni di Ateneo federato non è condivisibile (porta al frazionamento del tipo parigino, con nessuna di quelle università in buona classifica internazionale) e può nascondere l’incapacità di darsi regole concrete per l’attuazione degli Atenei federati, regole che hanno trovato l’ostacolo della mancata chiarezza sulla governance (regole, indicatori, valutazione, etc.)
Chi ha già in mente un percorso di lavoro (e pure i tempi - 6 mesi dall'insediamento del futuro rettore) è Avallone:
presentazione, da parte del governo della Sapienza, di un progetto di organizzazione degli Atenei federati da costruire insieme con gli Atenei;
dibattito pubblico e presentazione di modifiche e integrazioni;
consultazione sindacale;
definizione del progetto da sottoporre all’approvazione degli organi collegiali.
Vestroni ha le idee chiare di quello che deve rimanere al centro: Grandi Attrezzature, le Ricerche Interdisciplinari, le Eccellenze, l’Area Informatica, il Sistema Bibliotecario, i Grandi Appalti, l’Edilizia, l’Internazionalizzazione, il Patrimonio Museale. Un clima competitivo tra gli Atenei non lo preoccupa, anzi se esso sarà ispirato comunque ad un rapporto di collaborazione e di solidarietà, garantito proprio dagli indirizzi condivisi della Sapienza, avrà il senso di un reciproco stimolo.
Marietti ritiene che siano gli Atenei federati i primi destinatari delle poste di bilancio. Essi completeranno l'attribuzione ai diversi centri di spesa in loro autonomia. Marietti distingue tra autonomia e sovranità e rimanda l'individuazione delle prerogative che debbono rimanere al centro e quelle che devono essere delegate.
Orlandi, a cui va riconosciuto il merito di essersi occupato della materia fin dagli albori, giudica indilazionabile completare il processo di decongestionamento, che a tutt'oggi - scrive - stenta a decollare. Orlandi ritiene necessario riaccendere gli entusiasmi, ormai delusi dai troppi indugi e dall'inattività che si stanno subendo.
***
Naturalmente queste note sono solo dei frammenti di idee e di opinioni. Le posizioni sono molto articolate e dettagliate. A questo proposito vi invitiamo ad approfondire le questioni leggendo i programmi elettorali pubblicati sul sito della Sapienza (in PDF) oppure nel nostro spazio dedicato ai programmi in formato HTML.

venerdì 1 agosto 2008

Campagna elettorale - Atto I

Questo scorcio di campagna elettorale sarà ricordata come il tentativo (a volte riuscito, a volte no) di innovare gli strumenti di comunicazione dei candidati. Insieme alle mail (strumento principe della propaganda elettorale) si sperimentano altre forme di comunicazione: primarie telematiche, siti, blog, sondaggi on-line, forum istituzionale (prima chiuso al mondo e poi aperto). Ma l'innovazione vera è nelle modalità del voto: sarà elettronico! Niente scrutatori, rappresentanti di lista e matite copiative.

Le primarie sono invenzione del raggruppamento La Sapienza che vorremmo. Partiti a razzo sono stati protagonisti della prima parte della campagna elettorale, poi, assolti i doveri pre-elettorali e individuato il ticket Martinelli-Zuliani si sono un po' spenti. Stimola l'attenzione di molti la candidatura di Avallone, forse per la mitezza, la competenza e per quel po' di paternalismo, una caratteristica che raccoglie sempre grande successo di questi tempi oscuri e incerti.

Grande vivacità di tutti i candidati. In totale sono ben otto, tutti maschi e anzianotti.

I giornali sono (per ora) i grandi assenti. L'aggressione fascista e il sempreverde schiaffo della Sapienza al Papa anche in combinato disposto, non hanno dato l'esito sperato. L'assenza del duello (Frati vs Martinelli) ha frustrato definitivamente la possibilità di raccontare una grande storia. Per questo (per adesso) i giornali hanno ripiegato sui conti della serva.

Il primo novembre, ironia della cronaca, chiunque sarà rettore si troverà a dover gestire la più clamorosa protesta del mondo universitario contro i provvedimenti di un governo. Si intrecciano posizioni politiche dei partiti (e dell'opposizione) e assunzioni di responsabilità politiche dei candidati prima della sperabile vittoria.

mercoledì 23 luglio 2008

Aggiornamento

Ci tocca (e ne siamo felici) fare una correzione al post che lamentava il silenzio dei candidati sulla clamorosa protesta che serpeggia nel mondo universitario sulla manovra del governo.
Un articolo di Libero riporta le posizioni di Orlandi e Frati che promettono battaglia. A queste dichiarazioni (di cui avevamo comunque già sentore) si aggiunge un post del professor Avallone. Il candidato aggiunge la sua critica alla manovra. Non solo. Fedele al ruolo che si è voluto ritagliare di interprete del come e cosa deve fare il Rettore distilla anche questa riflessione che riportiamo:
In questo contesto, la campagna elettorale per il rinnovo del rettore della Sapienza sollecita una riflessione sul ruolo politico del rettore stesso, il quale – oltre a governare la complessa macchina organizzativa dell’Ateneo – dovrà divenire interlocutore autorevole delle istituzioni. E allora penso a un rettore che sappia far valere le istanze del mondo accademico, che riesca a trovare un canale di dialogo con il sistema politico, che riceva la giusta attenzione dalla stampa.

Ho l’impressione che sulla necessità di contrastare un decreto legge ingiusto e penalizzante siamo tutti d’accordo. Forse dovremmo iniziare a riflettere sulla possibilità di realizzare un cambiamento di mentalità, di sviluppare un nuovo modello di governance della nostra università, di cui il rettore sia leader riconosciuto e riconoscibile, anche all’esterno.
Una risposta perfetta alle nostre più sfrenate inquietudini politologiche.

Rimane in silenzio (per ora) La Sapienza che vorremmo. Un silenzio inconsueto per un gruppo che più di altri ha impostato la campagna elettorale come 'parte politica'.

Update:

Riflessione (lunga) di Zuliani e di Marietti sul forum

Per completezza di informazione citiamo anche il consueto (e puntuale) commento di Biader che introduce un po' di sano realismo...

martedì 22 luglio 2008

Il silenzio del candidato

Qualche tempo fa ci interrogavamo su questa strana contraddizione: un'elezione politica in cui i candidati (e i raggruppamenti che li rappresentano/sostengono) non fanno politica.
Prendete i provvedimenti del governo (DL.112) e la minaccia serissima di non aprire l'anno accademico. Crediamo che gli elettori abbiano il diritto di conoscere l'opinione di un probabile rettore che al suo primo atto dovrà gestire la più clamorosa protesta del mondo universitario. Eppure siti, blog e foum tacciono.
Le eccezioni - il Pro rettore Frati è tra i promotori dell'assemblea di ieri e Orlandi ha fatto un post un po' di tempo fa - confermano la regola.
Con tutte queste energie elettorali in giro ci sembra troppo poco.
Update:
Che bello essere smentiti!

sabato 19 luglio 2008

Poi i prof sparigliarono tutto

Perché il racconto era lì bell'e pronto e neanche troppo banale. Destra contro Sinistra. Medicina contro Fisica. L'Alfiere (nero) del Potere contro l'Alfiere (bianco) della Laicità.
Il Messaggero attribuisce al prof. Martinelli una firma alla lettera dei contrari all'invito del rettore al Papa, tanta l'ansia di costruire l'epica.
Poi i giovani di Alleanza Nazionale prendono le distanze dal prof. Frati. Il prof. Martinelli costituisce un ticket con il prof. Zuliani, il prof. Orlandi propone la sua candidatura ricordandoci che la scorsa volta, per un soffio, non vinse il confronto con il prof. Guarini.
Poi c'è il prof. Avallone, definito da alcuni l'outsider, che si aggiudica anche l'endoserment dell'ex direttore amministrativo Jolanda Semplici, che nelle complesse geometrie accademiche qualcosa vorrà pur dire.
Poi ci sono i comprimari - che tanto comprimari non sono - (prof. Marietti, prof. Vestroni, prof. Campanella) decisi a contare e a contarsi.
Insomma il confronto si fa meno intellegibile per noi comuni mortali ma sicuramente più articolato.
Poi vedremo come andrà a finire.

giovedì 17 luglio 2008

Le chiavi della Sapienza 3/4

(via wordle.net)
Programma del prof. Avallone

mercoledì 9 luglio 2008

Agenda Avallone

Sembra paradossale sostenere che il documento di Francesco Avallone sia più ambizioso di un semplice programma elettorale.
Di un programma elettorale ha l'eleganza della stampa tipografica. La campagna del professore ha un Ufficio Stampa e Comunicazione professionale e un Comitato elettorale con un responsabile. Ma il mesto proemio
ho tentato di aggregare in un’unica candidatura persone che stimo e progetti che apprezzo ma l’idea di creare una sinergia preventiva e manifesta non ha trovato concreta accoglienza e, così, ho deciso di candidarmi da solo
e il cursus honorum nella gestione e sviluppo delle risorse umane, descrivono queste 28 pagine come una vera e propria "agenda" alla quale i candidati e il futuro rettore potranno attingere per indicazioni preziose sul futuro della Sapienza.
Questo naturalmente se non sarà il professore stesso a doversi accollare l'impegno di rispettare la sua "agenda".
Documento
Programma Elettorale di Francesco Avallone (PDF)

lunedì 7 luglio 2008

Ai nastri di partenza

Tra assemblee autoconvocate, dichiarazioni, lettere e siti sparsi per il web, programmi elettorali diligentemente consegnati all'ufficio competente il numero di candidati - al momento - sono 8.

Francesco Avallone, Luigi Campanella, Luigi Frati, Piero Marietti, Guido Martinelli, Gianni Orlandi, Fabrizio Vestroni, Alberto Zuliani.

I promotori dell'assemblea del 9 luglio ("Quale futuro per gli atenei?") si pregiano di aggiungere: ed eventuali ulteriori candidati.