Visualizzazione post con etichetta studenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta studenti. Mostra tutti i post

domenica 28 settembre 2008

Campagna elettorale - Atto II

La campagna elettorale ha sfiorato livelli da political game. Comizi in piena regola, promesse elettorale a go-go, assetto seduttivo del professore-candidato. I giornali e i politici non ci hanno capito molto e forse anche qualche docente. Persino gli specialisti della statistica hanno pensato che l'alta affluenza potesse essere viatico per un risultato clamorosamente rovesciato a favore degli avversari di Frati, una prospettiva delusa dal risultato pieno del professore di Medicina.
Alcuni articoli usciti in questo periodo hanno provato a soffiare sul fuoco ma il vento soffiava da tutt'altra parte. Non ci siamo fatti mancare nulla, neanche una piccola dose di grillismo sottocutaneo che - per fortuna - non ha attecchito.
Si sono spalancate le porte alle istanze professionali, politiche, scientifiche e accademiche più diverse: ricercatori, donne, pacifisti, atenei federati e naturalmente studenti. A proposito di quest'ultimi, rileviamo che le corrispondenti rappresentanze di destra e di sinistra hanno cavalcato l'onda mediatica facendo un po' di guerrilla marketing.
Un dispaccio della UIL ci informò di votare Frati mentre la CISL lo invitò ad un impegnativo convegno. CGIL, COBAS e CISAPUNI non pervenute.

La civiltà è entrata nelle elezioni: centinaia di persone, sedute e rilassate, hanno aspettato che il computer calcolasse i voti. L'applauso finale per il vincitore del primo turno (né "liberatorio" né "cattivo" nei confronti degli avversari) è stato il giusto coronamento di questa grande giornata.
Grande confusione sotto il cielo quindi la situazione è eccellente.
Eleganti ritiri e voglia di andare fino in fondo. Tutte testimonianze del proprio impegno per l'università.

mercoledì 24 settembre 2008

Rispetto delle regole e esercizio della democrazia

Nessuno ci accusi di praticare la tecnica degli opposti estremismi, ma dobbiamo segnalare - dopo le personali perplessità di fronte al sit-in di protesta degli studenti del movimento - un'altra iniziativa degli studenti: i giovani di AN denunciano la falsità di queste elezioni (il comunicato del Coordinamento di Azione Universitaria di Roma) . Anche in questo caso (senza entrare nel merito della denuncia) rileviamo che, contestare nientedimeno che la legittimità di un voto a urne aperte, sia una pratica a dir poco insolita e grave. Anche in questo caso non vorremmo che considerazioni di carattere "mediatico" (approfittare dell'interesse dei giornali di questi giorni) abbiano prevalso sulle procedure consuete di contestazione su "eventuali omissioni o indebite inclusioni che risultino nell’elenco" previste dal Regolamento Elettorale. Insomma, siamo sempre lì: rispetto delle regole e sereno esercizio della democrazia. Tutto qui.

Update [25.09.08]: Massimo Giusti dell'Ufficio stampa dell'On. Fabio Rampelli ci scrive: Azione Universitaria non ha fatto ricorso alla commissione elettorale, soltanto una denuncia a mezzo stampa. Cordiali Saluti

lunedì 22 settembre 2008

A 24 ore dal voto

Con un certo disagio leggiamo della protesta di domani da parte dei gruppi denominati Anomalia Sapienza, Rete per l’Autoformazione, Coordinamento dei collettivi contro la manovra del governo e per chiedere ai candidati l'impegno di bloccare la didattica.
Saremo degli inguaribili liberali ma non ci piace l'idea che un atto democratico come le elezioni sia proscenio di una manifestazione politica. Comprendiamo l'occasione situazionista ma pensiamo che la liturgia democratica ne debba essere risparmiata. La questione non è stabilire la legittimità del voto (che tra l'altro gli studenti non contestano assolutamente): quando un "popolo" (cittadini, lavoratori, elettori, scegliete voi) va al voto liberamente, la "politica" si deve fermare. L'elettore deve avvicinarsi alla cabina elettorale con la massima serenità e con la gioiosa consapevolezza di fare qualcosa di importante.
Credo che questo sia anche il significato del "silenzio elettorale", silenzio che qualche candidato ha deciso di ignorare, forse pensando che fosse una pratica desueta e anacronistica.

venerdì 5 settembre 2008

Cartello anti Frati?

Il Messaggero pubblica due articoli sulle elezioni del rettore, uno a firma Anna Maria Sersale e l'altro firmato da Veronica Cursi. Quest'ultima riporta il serrato dibattito tra gli studenti dell'Unione degli universitari che animano infuocate assemblee per decidere chi sostenere tra i candidati mentre un portavoce dei collettivi rilascia una dichiarazione sul giornale per l'astensionismo. Rileviamo - purtroppo - che di questo dibattito non vi sia traccia sul web (almeno noi non l'abbiamo trovato) ed è ben curioso considerando che dei "baroni" riusciamo a conoscere opinioni e dibattiti. Una ricchezza di informazioni in grado di alimentare questo blogghettino con frequenza praticamente quotidiana. Alla faccia di chi considera i nuovi mezzi di comunicazione appannaggio solo dei giovani.
Ma nell'articolo ricaviamo anche due notizie/suggestioni interessanti. La prima è il tentativo di alcuni atenei federati di ridurre il numero dei candidati. Immaginiamo che l'articolista si riferisca alla lettera dei tre atenei di cui abbiamo dato notizia e rilanciato una nostra opinione. L'altra suggestiva idea è che dietro al folto numero di candidati si sia voluto creare una sorta di cartello contro il favorito prorettore vicario. Abbiamo sempre escluso questa ipotesi cercando di cogliere in questo florilegio di candidature motivazioni se non più nobili sicuramente meno machiavelliche. Se fosse vero dovremmo toglierci tanto di cappello a questi docenti che con una trama degna dei Vicerè metterebbero in difficoltà un loro lanciatissimo collega. A voi decidere se, considerare questa ipotesi come una stupidaggine, significhi sottovalutare o sopravalutare il nostro corpo accademico.
Infine registriamo che si sono aperte speranze per un nuovo duello, sfiorito quello Frati - Martinelli e il momento di Frati - Orlandi.

martedì 26 agosto 2008

Il mito, la ripetizione e il doppio

Intorno ai professori delle materie scientifiche, soprattutto se colti e brillanti, nasce un'aneddotica legata a motti e frasi sentite a lezione. E' una delle espressioni più genuine di affetto e di rispetto che gli allievi tributano al Maestro. Una "regola" prevede che il professore non sveli di conoscere di essere oggetto di questa affettuosa attenzione: la distanza tra il "mito" e i suoi corifei deve essere mantenuta. Marietti decide di trasgredire questa regola e ci segnala come cercare i blog degli studenti a lui dedicati. Se Marietti decide di rivolgersi direttamente e confidenzialmente agli studenti con il diritto di voto, il duo Martinelli - Zuliani propende per la ridondanza e il "doppio": sul Forum Sapienza il documento de la Sapienza che vorremmo dedicato agli studenti è pubblicato 2 volte, uno a firma Martinelli e uno a firma Zuliani.

sabato 24 maggio 2008

La lotta studentesca al tempo dell'internet

Un collettivo studentesco della Scuola speciale archivisti e bibliotecari (SSAB) occupa il IV piano dell'edificio di Via Regina Elena per chiedere più spazi per la didattica.
Questa iniziativa scatena una polemica tra associazioni: da una parte il Collettivo Saperi Infiniti Spazi Zero promotori della protesta dall'altra l'Asab (Associazione studenti, ex alunni e amici della Scuola).
Un tempo questi scontri tra gruppi e collettivi emergevano per motivi ideologici e politici. Solo in filingrana poteva leggersi la vera battaglia in corso: l'egemonia del gruppo e l'emergere delle personalità dei vari leader (battaglia mistificata dalla - presunta o meno - sovranità assembleare).
Ai tempi dell'internet e della fine delle ideologie le polemiche diventano più autoreferenziali e esplicite ma assolutamente confuse per l'ignaro lettore che cerca di capirci qualcosa.
Scomparso il merito, la discussione che rimbalza tra un blog e l'altro riguarda il metodo.
Agli occupanti viene rimproverato di aver fatto un blitz (sic) ma la questione che traspare è la reazione stizzita ad una invasione di quello che si considera un proprio territorio. I membri del collettivo (che firmano con nome e cognome il volantino di rivendicazione dell'occupazione!) si incartano nella polemica, ansiosi di avere consensi accademici e prospettive di uscita onorevole dal cul de sac in cui si sono cacciati.
La SSAB non ha i numeri e la visibilità delle altre facoltà (gli iscritti sono 339 500 - grazie Irene) ma è facile prevedere che nei prossimi anni la facoltà attrarrà molti studenti. La crescita di questa facoltà è legata alla lungimiranza del suo corpo accademico, alle scelte strategiche dell'università e anche alla maturità e determinazione dei suoi studenti. Quest'ultimi (a nostro modestissimo e poco informato parere) non stanno dimostrando di saper fare la loro parte.
Per approfondimenti: