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venerdì 3 ottobre 2008

Ma cos'è la destra? Cos'è la sinistra?


In queste elezioni si fatica a cercare la sinistra e la destra se si esclude l'indagine clanica dei vari candidati e l'analisi delle loro lunghe e prestigiose carriere nell'agone della politica italiana. E questa incertezza, questa incapacità di riconoscersi parte politica non è solo segno dei tempi.
Per la Sapienza e per la sinistra - secondo noi - è qualcosa di più interno e che nasce dall'incapacità di ricucire lo strappo dopo l'ordalia feroce di 4 anni fa quando due candidati di sinistra (Orlandi e Guarini) si confrontarono per il rettorato.
A volte la sinistra fa presto a sussumere i suoi conflitti interni: solo "alleanza di potere" e " tradimento". E si va avanti così, fino alla prossima sconfitta.
Una politica di sinistra non si riconosce dalle parole d'ordine o dagli slogan e neanche dalle questioni di principio di "laicità" e "moralità" (pur importanti e meritevoli di difesa - anche drammatica) ma dai "blocchi sociali" che riesce a costruire intorno alle questioni che riguardano lo sviluppo e il benessere di un paese. Forse è un discorso sorpassato ma - visti i tempi - ci sembra quantomai attuale.

venerdì 19 settembre 2008

Il Magnifico Rettore

A volte in una fotografia è importante quello che viene escluso alla vista. E nella foto di questi giorni, affollata di personaggi, non c'è il prof. Renato Guarini.
Oggi si parla comunemente di orgoglio e collegialità nelle decisioni, molti hanno ri/trovato la forza per reagire alla curiosa conventio mediatica tesa ad attaccare la più grande università italiana.
Il merito di tutto questo - per molta parte - è del professor Guarini.
Ricordo una delle prime apparizioni pubbliche, una manifestazione a favore della comunità felina della Sapienza. Ammetto di essere rimasto un po' perplesso, poi capii. Un rettore deve essere vicino, nello stesso tempo, ai docenti e studenti gattari e al superpotente barone portatore di finanziamenti, di voti e di prestigio.
Indomito nel perseguire il senso di comunità e identità della Sapienza non è indietreggiato di un millimetro neanche di fronte ad accuse che avrebbero fatto tremare un Mahatma.
Poi c'è l'invito al Papa, sul quale abbiamo già scritto. Si disse che fu un errore di comunicazione, un errore politico, un'ingenuità. Forse. Non possiamo però non ricordare che tra i nostri laureati vantiamo già un Papa dell'era moderna (Giovanni Paolo II) e che quando nel 2000 si celebrò il più grande e solenne evento della cristianità in una università pubblica nessun appello, nessuna voce - neanche sussurata - si alzò per affermare la laicità del sapere.
Non siamo neanche lontanamente in grado di giudicare l'operato del professore, pensiamo solo che la storia si incaricherà di dimostrare che Renato Guarini è stato un grande Rettore.

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Un suggerimento per tutti i candidati: ricordate che le vittorie sono di tutti ma le sconfitte sono unicamente vostre. Lo sapete, ma è utile ripeterlo.
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Update: Intervista al Corriere della Sera "Il governo trascura la ricerca" [21 settembre 2009]

giovedì 18 settembre 2008

L'alba di un mondo nuovo

Accantoniamo - per un momento - la verve polemica di Asor Rosa. Dal punto di vista della politica accademica, il ragionamento del professore non fa una grinza (d'altra parte ci saremmo stupiti del contrario). Da una parte ci sono i candidati che rappresentano la continuità con la precedente gestione (Avallone, Marietti e sopratutto Frati) e poi ci sono gli altri: Campanella, Martinelli, Orlandi, Vestroni e Zuliani. La fredda logica elettorale dice che chi prende più voti vince. Per battere Frati occorre contrapporre un'asse altrettanto formidabile del suo: Scienze e Ingegneria. Tradotto in "numeri": i voti del Presidente dell'AST (Guido Martinelli) e quelli del Preside di Ingegneria (Fabrizio Vestroni). Intorno a quest'asse è possibile costruire il consenso delle altre facoltà e degli altri candidati esclusi dal patto.
Cosa non funziona in questo ragionamento? L'impressione che questo elettorato esprima un'articolazione più ricca e più politica di quanto lo scaltro accademico intuisca e denunci.
Il giudizio sulla precedente gestione Guarini non è così netto. Giudizi positivi e negativi sono equamente distribuiti sia tra chi ne faceva parte, sia tra chi ne è stato - magari brutalmente - escluso. Ascoltate e leggete le risposte dei candidati a questo proposito (credeteci i docenti non sono usi praticare la cortesia istituzionale quando si tratta di giudicare i loro colleghi).
Le istanze dei vari candidati e l'astensione attiva di molte facoltà dimostrano che le promesse e gli scambi elettorali sono molto più fluidi e da definire.
Poi magari gli scrutini brutalizzeranno/semplificheranno tutte le opzioni - ma, per adesso è così, ed è - per la Sapienza - un bene.
Update:
Leggiamo dal Manifesto che nei test per le professioni sanitarie veniva citato un articolo del prof. Asor Rosa. Naturalmente questo articolo e la replica di Frati, non c'entrano nulla con l'intervista di Repubblica di ieri. Credo.

mercoledì 10 settembre 2008

A domanda risponde

Uniroma.tv ha realizzato un interessante servizio giornalistico sul web. Una bella intervistatrice (forse un po' troppo algida, forse intimidita dal gravoso compito) ha posto 6 domande agli 8 candidati. Le domande erano:
  1. 3 punti chiave del suo programma
  2. Cosa distingue il suo programma dagli altri
  3. Cosa ne pensa delle Fondazioni di diritto privato?
  4. Il Rettore: monarca, guida o primus inter pares?
  5. Cosa promette agli studenti
  6. Una critica alla gestione di Guarini
Se avete un'oretta e mezza libera dategli un'occhiata. Sono interessanti.

sabato 19 luglio 2008

Poi i prof sparigliarono tutto

Perché il racconto era lì bell'e pronto e neanche troppo banale. Destra contro Sinistra. Medicina contro Fisica. L'Alfiere (nero) del Potere contro l'Alfiere (bianco) della Laicità.
Il Messaggero attribuisce al prof. Martinelli una firma alla lettera dei contrari all'invito del rettore al Papa, tanta l'ansia di costruire l'epica.
Poi i giovani di Alleanza Nazionale prendono le distanze dal prof. Frati. Il prof. Martinelli costituisce un ticket con il prof. Zuliani, il prof. Orlandi propone la sua candidatura ricordandoci che la scorsa volta, per un soffio, non vinse il confronto con il prof. Guarini.
Poi c'è il prof. Avallone, definito da alcuni l'outsider, che si aggiudica anche l'endoserment dell'ex direttore amministrativo Jolanda Semplici, che nelle complesse geometrie accademiche qualcosa vorrà pur dire.
Poi ci sono i comprimari - che tanto comprimari non sono - (prof. Marietti, prof. Vestroni, prof. Campanella) decisi a contare e a contarsi.
Insomma il confronto si fa meno intellegibile per noi comuni mortali ma sicuramente più articolato.
Poi vedremo come andrà a finire.

lunedì 14 luglio 2008

Del perchè tanti docenti aspirano al Rettorato

Sono otto (dieci contando i pre-prescelti dalle primarie promosse dai volitivi) i professori che hanno deciso di candidarsi al governo della Sapienza. Perchè tanti docenti? La domanda rischia di essere ingenua. Il corpo accademico si divide in due: il Magnifico Rettore e quelli che vorrebbero diventarlo. Ma questa è una battuta. La vivacità del dibattito di questi mesi ha bisogno di cercare altre risposte, più profonde e meno banali. Noi non possediamo le risposte. Facciamo solo ipotesi.

1. L'eredità "collegiale" del professor Guarini

Il quadriennio precedente è stato caratterizzato da una forte impronta collegiale (23 professori tra prorettori, delegati e presidenti di commissione). Questa oligarchia (nel suo significato tecnico) ha ampliato responsabilità e strumenti di esercizio del governo. I candidati possono esercitare questa doppia vocazione; capo e/o ministro del governo.

2. Orgoglio di categoria

Dai tempi di Mirafiori che una categoria sociale non subiva tante umiliazioni. Non solo viene intaccato il prestigio degli accademici ma addirittura il proprio stipendio. Le esigenze dell'università e della ricerca vengono trascurate a favore di camionisti e piloti d'aereo e il governo sfida gli atenei a cercarsi da soli finanziamenti e risorse. La Sapienza, suo malgrado, diventa simbolo e bersaglio di questo accanimento. I docenti reagiscono (non importa se consapevolmente) con un rinnovato protagonismo esponendosi con le loro idee e la loro richiesta di consenso.

3. Mutazione genetica

La figura del Rettore sta cambiando: la complessità dei problemi, la velocità dei cambiamenti, la globalizzazione dei processi di innovazione devono trovare forme di governo più moderne. L'alto numero di candidati rappresenterebbe una specie di 'diversificazione della specie' per trovare le caratteristiche necessarie per affrontare uno stadio evolutivo nuovo.

4. Federalismo

Quale sia il destino della Sapienza il processo federale è ormai irreversibile. Gli Atenei Federati sono una realtà. La discussione sui rapporti tra centro e periferia, destinazione di fondi e ricerche d'identità scientifiche sono tematiche che appassionano tutti. In molti vogliono trovarsi all'appuntamento che cambierà profondamento l'ateneo più grande d'Europa.

giovedì 12 giugno 2008

Il Messaggero dei candidati

Il Messaggero pubblica un articolo a firma di Anna Maria Sersale sulla campagna elettorale alla Sapienza. L'articolo presenta i due principali antagonisti della contesa: Luigi Frati e Guido Martinelli. Come è noto i giornali hanno bisogno di appiccicare le categorie della politica ai candidati. Scopriamo che Frati guida i moderati e Martinelli il "fronte dei progressisti". Non sappiamo se queste etichette piacciano o meno ai candidati sappiamo però, per esperienza, che spesso queste semplificazioni vanno in tilt. Ricordiamoci il caso della precedente tornata elettorale: Orlandi e Guarini (candidati "di sinistra") si fronteggiarono aspramente, Frati (professore "di destra") sostenne quest'ultimo. Il Riformista dovette ricorrere all'improbabile categoria del milazzismo per tentare di spiegarsi quello che stava succedendo. Senza andare troppo indietro nel tempo ci domandiamo: come "decrittare" politicamente le recenti polemiche con il sindaco Alemanno?

***
L'articolo dedica grande spazio al raggruppamento de La Sapienza che vorremmo.
A questo proposito - un po' perfidamente - ci domandiamo:
se l'operazione delle primarie serviva a "dare alla Sapienza una modalità più trasparente e democratica" non sarebbe stato più logico sostenere il più votato (Martinelli) e convergere su di lui tutto il consenso accumulato dal raggruppamento?
E invece l'articolo tiene a precisare che i "papabili" del gruppo sono anche i professori Alberto Zuliani (Statistica), Paolo Lampariello (Ingegneria) e infine, quarto classificato, Attilio Celant.
Altra domandina: perchè "congelare" le alleanze tra candidati, dov'è la pratica anti-burocratica? Piacciano o meno, il dibattito, gli accordi, gli spostamenti di voto durante gli scrutini sono il sale (democratico) delle competizioni accademiche.
In conclusione l'articolo ricorda le altre candidature: Luigi Campanella (preside di Scienze), Piero Marietti e Fabrizio Vestroni (Ingegneria).
Documento:
Messaggero "Una poltrona per due"
Update:
dal verbale dell'assemblea del 10 giugno 2008 degli aderenti al manifesto La Sapienza che vorremmo: riorientarsi alla qualità e all’eccellenza :
[L'Assemblea] ha invitato i professori Guido Martinelli e Alberto Zuliani a presentarsi alla prima votazione ufficiale prevista per i giorni 23-26 settembre 2008; essi hanno ringraziato i colleghi ed accettato l’invito.