giovedì 10 luglio 2008

Punti e Linee

Fedeli al doppio mandato ricevuto dalle elezioni primarie promosse da La Sapienza che vorremmo, i proff. Martinelli e Zuliani presentano il loro programma, anzi le loro Linee programmatiche.

Risultato di un lavoro collettivo durato mesi ("manifesto", lettere e assemblee) il documento sconta una certa vaghezza che lo stile "puntuto" e il piglio dettagliato e decisionista non riesce a diradare.

Rilevante è il riferimento costante all'internazionalizzazione: in un ipotetico iper programma che qualche padreterno decidesse di scrivere, le parti dedicate alla collocazione della Sapienza nel mondo potrebbero essere copiate da qui.

mercoledì 9 luglio 2008

Orlandi in campo

Meditata e sofferta la decisione, ma alla fine, il Rubicone è varcato: il professor Orlandi si candida a Magnifico Rettore per il quadriennio 2008-2012. 

Unico candidato a potersi fregiare del titolo di blogger  (aldilà della benevolenza internettiana riservata al dibattito dai giornali), non ha mancato - in questi mesi - di dare il proprio contributo sui problemi della Sapienza e dell'università.

Perquattroanni tira un sospiro di sollievo. Il professore non mancherà di vivacizzare il dibattito.

Update (16/07/08)
Anche il prof. Avallone ha aperto un blog. Per ora del blog ha solo il nome.

Agenda Avallone

Sembra paradossale sostenere che il documento di Francesco Avallone sia più ambizioso di un semplice programma elettorale.
Di un programma elettorale ha l'eleganza della stampa tipografica. La campagna del professore ha un Ufficio Stampa e Comunicazione professionale e un Comitato elettorale con un responsabile. Ma il mesto proemio
ho tentato di aggregare in un’unica candidatura persone che stimo e progetti che apprezzo ma l’idea di creare una sinergia preventiva e manifesta non ha trovato concreta accoglienza e, così, ho deciso di candidarmi da solo
e il cursus honorum nella gestione e sviluppo delle risorse umane, descrivono queste 28 pagine come una vera e propria "agenda" alla quale i candidati e il futuro rettore potranno attingere per indicazioni preziose sul futuro della Sapienza.
Questo naturalmente se non sarà il professore stesso a doversi accollare l'impegno di rispettare la sua "agenda".
Documento
Programma Elettorale di Francesco Avallone (PDF)

martedì 8 luglio 2008

Un direttore d'orchestra che ascolta

Il prof. Fabrizio Vestroni teme che i tempi per costruire un programma per la Sapienza siano troppo lunghi e l'attesa potrebbe essere interpretata come incertezza. Per questo motivo ha deciso di rompere gli indugi; scrive una lettera agli studenti, ai colleghi docenti e al personale annunciando la sua candidatura a Magnifico Rettore. Nel suo ragionamento ci pare di cogliere un'intuizione felice: il dibattito sui problemi e le soluzioni da dare al governo della Sapienza hanno bisogno di prendere corpo con volti e nomi riconoscibili e dialoganti.
[I dibattiti] consentiranno ai candidati di definire i programmi e interpretare meglio le aspettative di colleghi, personale e studenti.
Ci sembra una buona motivazione per spiegare la quantità di candidati che sta raggiungendo numeri da nazionale di calcio.
Il professore affida alla metafora del direttore d'orchestra l'intento collegiale del suo futuro operato.
Per adesso preferisce ascoltare per avere
la percezione del consenso sulla mia candidatura, sulla mia capacità di interpretare e rappresentare con efficacia le molte aspettative delle diverse aree della Sapienza.

lunedì 7 luglio 2008

Ai nastri di partenza

Tra assemblee autoconvocate, dichiarazioni, lettere e siti sparsi per il web, programmi elettorali diligentemente consegnati all'ufficio competente il numero di candidati - al momento - sono 8.

Francesco Avallone, Luigi Campanella, Luigi Frati, Piero Marietti, Guido Martinelli, Gianni Orlandi, Fabrizio Vestroni, Alberto Zuliani.

I promotori dell'assemblea del 9 luglio ("Quale futuro per gli atenei?") si pregiano di aggiungere: ed eventuali ulteriori candidati.

sabato 5 luglio 2008

Glasnost

La lettura dei messaggi sul forum Sapienza non è più limitato agli utenti di uniroma1. Evviva.

mercoledì 2 luglio 2008

Doppio legame

Perquattroanni poteva ignorare questo?

una faccenda che mi sta a cuore (via meltemiblog)

martedì 1 luglio 2008

Contro le fondazioni

Il prof. Orlandi scrive una lettera sul suo blog sul Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 che prevede la trasformazione delle Università in Fondazioni. Stigmatizza il carattere 'ideologico' del provvedimento e la sostanziale rinuncia del carattere pubblico dell'università e della ricerca.
Rischi per il personale amministrativo e docente e per i patrimoni immobiliari degli atenei.
Orlandi chiama la Sapienza alla mobilitazione. Vedremo se questo appello raccoglierà l'attenzione dei candidati.
Ci pare che questo dialogo a distanza tra chi rivendica il ruolo pubblico e chi dà per scontata la privatizzazione delle università sia un "nodo" fondamentale della campagna elettorale.

Orlandi - tra l'altro - richiama all'impegno di tutti per scongiurare il rischio che si ripresentino oggi proposte di trasformare La Sapienza in fondazione universitaria privata, come era stato adombrato da qualche candidato nella passata tornata elettorale.

lunedì 30 giugno 2008

Biader scrive la quinta puntata. Dal forum

La scelta del Rettore 5. Non più voto "di convenienza"

Quando l'università era un organo dello Stato, mantenuta con sufficienti finanziamenti, era naturale scegliere la sua Guida sulla base esclusiva del consenso. Ora il meccanismo deve cambiare perché l'università è, e lo sarà sempre di più, chiamata ad autofinanziarsi, sia che diventi fondazione sia che non. In una logica di "ridistribuzione" delle risorse statali, la sola ricerca del consenso, che legittimava la scelta del Rettore, aveva una sua ragione d'essere. Nella logica di reperimento autonomo delle risorse non può più essere solo così. Il nuovo Rettore dovrà essere capace di gestire al meglio una macchina importante (le dimensioni della Sapienza sono da grande azienda) e non potrà, né dovrà, promettere niente a nessuno. E nessuno, né persona né gruppo, dovrà aspettarsi niente in cambio del consenso dato, ma solo capacità di gestione per uno sviluppo che gratifichi tutti. Finché c'erano risorse pubbliche da "elargire", il meccanismo ridistributivo ha funzionato, anche con il gradimento di molti. Ora le risorse ridotte al lumicino non consentono più queste operazioni, se non limitate a gruppi sparuti di "soliti noti". I soli stipendi assorbono ormai quasi la totalità (94,6%) del finanziamento pubblico (FFO): questo vuol dire che, senza un rinnovato approccio alla gestione, il meglio che può capitarci sarà di prendere lo stipendio senza "poter" fare altro: niente apparecchiature, niente scambi culturali, niente biblioteche, etc.. Le "risorse aggiuntive", che pure il Rettore uscente ha saputo trovare, sono entrate "una tantum", che non vanno spese per coprire costi correnti (che si ripeteranno per tutti gli anni a venire), ma solo per investire in progetti che poi "rendano" o, qualche volta, per coprire debiti passati (che continuerebbero a pesare sul futuro).

Le puntate precedenti