sabato 19 luglio 2008
Poi i prof sparigliarono tutto
Il Messaggero attribuisce al prof. Martinelli una firma alla lettera dei contrari all'invito del rettore al Papa, tanta l'ansia di costruire l'epica.
Poi i giovani di Alleanza Nazionale prendono le distanze dal prof. Frati. Il prof. Martinelli costituisce un ticket con il prof. Zuliani, il prof. Orlandi propone la sua candidatura ricordandoci che la scorsa volta, per un soffio, non vinse il confronto con il prof. Guarini.
Poi c'è il prof. Avallone, definito da alcuni l'outsider, che si aggiudica anche l'endoserment dell'ex direttore amministrativo Jolanda Semplici, che nelle complesse geometrie accademiche qualcosa vorrà pur dire.
Poi ci sono i comprimari - che tanto comprimari non sono - (prof. Marietti, prof. Vestroni, prof. Campanella) decisi a contare e a contarsi.
Insomma il confronto si fa meno intellegibile per noi comuni mortali ma sicuramente più articolato.
Poi vedremo come andrà a finire.
venerdì 18 luglio 2008
giovedì 17 luglio 2008
mercoledì 16 luglio 2008
martedì 15 luglio 2008
Le chiavi della Sapienza 1/4
La Sapienza ha scelto di presentarsi alle nuove matricole con il "tema" delle parole chiave. Declinata in tutte le lingue del mondo campeggia in tutti i manifesti e le locandine. Anche noi abbiamo voluto giocare con le parole. Abbiamo preso i programmi elettorali e li abbiamo trasformati in immagine con la grandezza delle parole proporzionale alla loro frequenza. Non saltate a conclusioni. E' solo un gioco. (via wordle.net).
Programma del prof. Marietti

lunedì 14 luglio 2008
Del perchè tanti docenti aspirano al Rettorato
Sono otto (dieci contando i pre-prescelti dalle primarie promosse dai volitivi) i professori che hanno deciso di candidarsi al governo della Sapienza. Perchè tanti docenti? La domanda rischia di essere ingenua. Il corpo accademico si divide in due: il Magnifico Rettore e quelli che vorrebbero diventarlo. Ma questa è una battuta. La vivacità del dibattito di questi mesi ha bisogno di cercare altre risposte, più profonde e meno banali. Noi non possediamo le risposte. Facciamo solo ipotesi.
1. L'eredità "collegiale" del professor Guarini
Il quadriennio precedente è stato caratterizzato da una forte impronta collegiale (23 professori tra prorettori, delegati e presidenti di commissione). Questa oligarchia (nel suo significato tecnico) ha ampliato responsabilità e strumenti di esercizio del governo. I candidati possono esercitare questa doppia vocazione; capo e/o ministro del governo.
2. Orgoglio di categoria
Dai tempi di Mirafiori che una categoria sociale non subiva tante umiliazioni. Non solo viene intaccato il prestigio degli accademici ma addirittura il proprio stipendio. Le esigenze dell'università e della ricerca vengono trascurate a favore di camionisti e piloti d'aereo e il governo sfida gli atenei a cercarsi da soli finanziamenti e risorse. La Sapienza, suo malgrado, diventa simbolo e bersaglio di questo accanimento. I docenti reagiscono (non importa se consapevolmente) con un rinnovato protagonismo esponendosi con le loro idee e la loro richiesta di consenso.
3. Mutazione genetica
La figura del Rettore sta cambiando: la complessità dei problemi, la velocità dei cambiamenti, la globalizzazione dei processi di innovazione devono trovare forme di governo più moderne. L'alto numero di candidati rappresenterebbe una specie di 'diversificazione della specie' per trovare le caratteristiche necessarie per affrontare uno stadio evolutivo nuovo.
4. Federalismo
Quale sia il destino della Sapienza il processo federale è ormai irreversibile. Gli Atenei Federati sono una realtà. La discussione sui rapporti tra centro e periferia, destinazione di fondi e ricerche d'identità scientifiche sono tematiche che appassionano tutti. In molti vogliono trovarsi all'appuntamento che cambierà profondamento l'ateneo più grande d'Europa.