mercoledì 23 luglio 2008

L'elettorato (attivo) ci salverà?

Ha ragione il prof. Morcellini dichiarando ad un giornale di non vedere discontinuità con la vecchia accademia?

Perso il mordente del duello Frati-Martinelli (ed è una fortuna per i duellanti, perché c'è sempre il terzo che gode) i commenti si fermano al conteggio degli elettori assegnati a ciascun candidato.

L'unico brivido elettorale sembra affidato a questa specie di sindrome Putin: Frati vincerà se invece di eleggere un suo amico alla presidenza di medicina lascerà libera la poltrona ad altri (?).

Ragionamento bislacco. Magari è il nostro ingenuo punto di osservazione che non riesce a cogliere le sottili sfumature politiche dietro questa "polemica".

Noi ci affidiamo pervicacemente ad altro. Oltre i corporativismi ingessati e i calcoli personali di sederi in cerca di poltrona, pensiamo a quell'elettorato di docenti, studenti e personale tecnico amministrativo che giudicano e votano secondo opinione e secondo programmi. Quella maggioranza reale che alla fine onora e celebra ogni atto di democrazia.

martedì 22 luglio 2008

Il silenzio del candidato

Qualche tempo fa ci interrogavamo su questa strana contraddizione: un'elezione politica in cui i candidati (e i raggruppamenti che li rappresentano/sostengono) non fanno politica.
Prendete i provvedimenti del governo (DL.112) e la minaccia serissima di non aprire l'anno accademico. Crediamo che gli elettori abbiano il diritto di conoscere l'opinione di un probabile rettore che al suo primo atto dovrà gestire la più clamorosa protesta del mondo universitario. Eppure siti, blog e foum tacciono.
Le eccezioni - il Pro rettore Frati è tra i promotori dell'assemblea di ieri e Orlandi ha fatto un post un po' di tempo fa - confermano la regola.
Con tutte queste energie elettorali in giro ci sembra troppo poco.
Update:
Che bello essere smentiti!

lunedì 21 luglio 2008

Allegoria


REMBRANDT, Lezione di anatomia del Dott. Tulp, 1631

sabato 19 luglio 2008

Poi i prof sparigliarono tutto

Perché il racconto era lì bell'e pronto e neanche troppo banale. Destra contro Sinistra. Medicina contro Fisica. L'Alfiere (nero) del Potere contro l'Alfiere (bianco) della Laicità.
Il Messaggero attribuisce al prof. Martinelli una firma alla lettera dei contrari all'invito del rettore al Papa, tanta l'ansia di costruire l'epica.
Poi i giovani di Alleanza Nazionale prendono le distanze dal prof. Frati. Il prof. Martinelli costituisce un ticket con il prof. Zuliani, il prof. Orlandi propone la sua candidatura ricordandoci che la scorsa volta, per un soffio, non vinse il confronto con il prof. Guarini.
Poi c'è il prof. Avallone, definito da alcuni l'outsider, che si aggiudica anche l'endoserment dell'ex direttore amministrativo Jolanda Semplici, che nelle complesse geometrie accademiche qualcosa vorrà pur dire.
Poi ci sono i comprimari - che tanto comprimari non sono - (prof. Marietti, prof. Vestroni, prof. Campanella) decisi a contare e a contarsi.
Insomma il confronto si fa meno intellegibile per noi comuni mortali ma sicuramente più articolato.
Poi vedremo come andrà a finire.

venerdì 18 luglio 2008

Le chiavi della Sapienza 4/4

(via wordle.net)

Programma Martinelli / Zuliani

giovedì 17 luglio 2008

Le chiavi della Sapienza 3/4

(via wordle.net)
Programma del prof. Avallone

mercoledì 16 luglio 2008

Le chiavi della Sapienza 2/4

(via wordle.net)


Programma del Prof. Luigi Frati


martedì 15 luglio 2008

Le chiavi della Sapienza 1/4

La Sapienza ha scelto di presentarsi alle nuove matricole con il "tema" delle parole chiave. Declinata in tutte le lingue del mondo campeggia in tutti i manifesti e le locandine. Anche noi abbiamo voluto giocare con le parole. Abbiamo preso i programmi elettorali e li abbiamo trasformati in immagine con la grandezza delle parole proporzionale alla loro frequenza. Non saltate a conclusioni. E' solo un gioco. (via wordle.net).


Programma del prof. Marietti


lunedì 14 luglio 2008

Del perchè tanti docenti aspirano al Rettorato

Sono otto (dieci contando i pre-prescelti dalle primarie promosse dai volitivi) i professori che hanno deciso di candidarsi al governo della Sapienza. Perchè tanti docenti? La domanda rischia di essere ingenua. Il corpo accademico si divide in due: il Magnifico Rettore e quelli che vorrebbero diventarlo. Ma questa è una battuta. La vivacità del dibattito di questi mesi ha bisogno di cercare altre risposte, più profonde e meno banali. Noi non possediamo le risposte. Facciamo solo ipotesi.

1. L'eredità "collegiale" del professor Guarini

Il quadriennio precedente è stato caratterizzato da una forte impronta collegiale (23 professori tra prorettori, delegati e presidenti di commissione). Questa oligarchia (nel suo significato tecnico) ha ampliato responsabilità e strumenti di esercizio del governo. I candidati possono esercitare questa doppia vocazione; capo e/o ministro del governo.

2. Orgoglio di categoria

Dai tempi di Mirafiori che una categoria sociale non subiva tante umiliazioni. Non solo viene intaccato il prestigio degli accademici ma addirittura il proprio stipendio. Le esigenze dell'università e della ricerca vengono trascurate a favore di camionisti e piloti d'aereo e il governo sfida gli atenei a cercarsi da soli finanziamenti e risorse. La Sapienza, suo malgrado, diventa simbolo e bersaglio di questo accanimento. I docenti reagiscono (non importa se consapevolmente) con un rinnovato protagonismo esponendosi con le loro idee e la loro richiesta di consenso.

3. Mutazione genetica

La figura del Rettore sta cambiando: la complessità dei problemi, la velocità dei cambiamenti, la globalizzazione dei processi di innovazione devono trovare forme di governo più moderne. L'alto numero di candidati rappresenterebbe una specie di 'diversificazione della specie' per trovare le caratteristiche necessarie per affrontare uno stadio evolutivo nuovo.

4. Federalismo

Quale sia il destino della Sapienza il processo federale è ormai irreversibile. Gli Atenei Federati sono una realtà. La discussione sui rapporti tra centro e periferia, destinazione di fondi e ricerche d'identità scientifiche sono tematiche che appassionano tutti. In molti vogliono trovarsi all'appuntamento che cambierà profondamento l'ateneo più grande d'Europa.